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Fotografia di viaggio: linee guida per principianti

Fotografia di viaggio: linee guida per principianti

Ormai tutti quanti viaggiamo con una macchina fotografica: visitare posti nuovi è un’occasione per innamorarsi delle fantastiche possibilità offerte dalla fotografia e per sperimentare le tecniche apprese durante l’anno.

Oggi voglio parlarvi di un genere fotografico molto stimolante – la fotografia di viaggi- fornendovi alcuni consigli su come realizzare scatti indimenticabili.

Vi anticipo che questa non è una guida professionale per la fotografia da viaggio; fare foto da viaggio in maniera professionale richiede una conoscenza avanzata delle tecniche fotografiche (regole della composizione, esposizione, luce, profondità) e moltissime parole da spendere a riguardo (postproduzione si/postproduzione no, possibilità di utilizzo commerciale delle foto, privacy). Queste sono solo linee guida per principianti che vogliono approcciarsi alla fotografia di viaggio.

Che cos’è la fotografia di viaggio

La fotografia di viaggio è un tipo di disciplina fotografica che consente di documentare un territorio, la sua gente, usi e costumi, paesaggio, storia.

La “Photographic Society of America” definisce una fotografia di viaggio come una “immagine che esprime il sentimento di un tempo e di un luogo, ritrae una terra, la sua gente o una cultura nel suo stato naturale e non ha limitazioni geografiche”.

Possiamo essere tutti fotografi di viaggio?

La parola “fotografia” deriva dall’unione di due parole greche luce (φῶς | phôs) e grafia (γραφή | graphis) che unite significano “scrivere con la luce”. Scattare una foto può significare:

  • bloccare una situazione in un’immagine per tutta la vita;
  • documentare una situazione;
  • rappresentare la propria anima, le proprie emozioni attraverso un’immagine.

Perciò dal momento che siamo in viaggio e che utilizziamo una macchina fotografica, possiamo dire che siamo tutti fotografi di viaggio nelle potenzialità; in quel momento stiamo documentando qualcosa, stiamo bloccando un ricordo.

Tuttavia per essere un vero e buon fotografo di viaggio questo non basta; occorre, infatti, mettere in pratica le regole fotografiche ed essere consci che la fotografia di viaggio è un genere molto difficile:

  1. bisogna saper fotografare in situazioni di luci complesse;
  2. si lavora costantemente su lunghezze focali diverse (a volte hai bisogno di un grandangolo, altre di un macro, e poi di un mediotele e poi ancora di un teleobiottivo);
  3. si incontrano persone di cultura diversa dalla nostra che non sempre vogliono essere fotografati e con cui bisogna imparare a comunicare

La scelta dell’attrezzatura

Momento cruciale quello in cui lo zaino è pronto, i documenti di viaggio sono completi e ti ritrovi a fissare sul pavimento la miriade di obiettivi, filtri, treppiedi, corpi macchine (leggeri, pesanti), borse fotografiche.

Si, ma cosa portare? I miei consigli sono i seguenti:

  1. documentatevi sul luogo di destinazione per farvi un’idea di quello che andrete a fotografare: ad esempio se andrete a fare un safari forse vi servirà un equipaggiamento più consistente rispetto a quello che dovrete portare in un viaggio a Barcellona;
  2. partite solo con la macchina fotografica che conoscete già e sapete usare. Mai comprare una macchina fotografica “perché tanto la provo in viaggio”.
  3. less is best: partite con un bagaglio fotografico leggero
  4. scelta dell’obiettivo: a meno che non debba fare un safari, io ho trovato un compromesso nell’obiettivo 18/200 mm; obiettivo tuttofare che passa velocemente da grandangolo a tele e mi consente di non cambiare costantemente obiettivo in situazioni non proprio comode (con una tempesta di sabbia, su un autobus in corsa, sotto la pioggia). Se vi interessa approfondire l’argomento, leggi questo articolo del National Geographic sugli obiettivi da viaggio.

Trovare soggetti interessanti

Ci sono persone che si accontentano di fotografare solo le spiagge per due settimane intere di vacanza mentre altre preferiscono mischiarsi tra la gente in città.

Io sto nel mezzo: mi piace conoscere un Paese, mischiandomi subito alla calca cittadina per poi rilassarmi alla fine del viaggio in una bella spiaggia al mare.

Sappiate, comunque, che i soggetti più interessanti – dal punto di vista fotografico – li troverete in città o durante gli spostamenti da un luogo all’altro. Ecco alcuni esempi:

  • I mezzi pubblici: ho passato ore ed ore a fotografare i tuk tuk in Indocina (e gli autisti che li usano come branda tra una corsa e l’altra), i Coco Taxi sfrecciare per le vie de La Habana, il lento fluttuare dei dhow zanzibarini al tramonto, i bus a due piani di Londra..
  • Architettura: alcuni edifici sono l’icona di un Paese: basti pensare alla “Casa Danzante” di Praga, a “Casa Batllò” a Barcellona, il Guggenheim Museum di Bilbao, la Statua della Libertà a New York, la Tour Eiffel a Parigi…
  • Eventi cittadini quotidiani: ci sono consuetudini che si ripetono ogni giorno in una città; basti pensare ai vari cambi della guardia (Londra, Stoccolma, Atene), allo spettacolo di luci e suoni che ogni sera colorano i grattacieli di Hong Kong, alla torre dell’orologio di Marien Platz a Monaco che per tre volte al giorno si trasforma in un carillon…
  • Le strade: dove se non passeggiando per strada è possibile trovare soggetti interessanti? A volte sono vetrine dei negozi, portoni di case particolari (Stonetown a Zanzibar per esempio è un tripudio di portoni meravigliosi), muri con cartelloni pubblicitari (i famosi “cartèl” cha annunciano le corride in Spagna) o elementi di street art (le tazzine e teiere di ceramica cementate nei muri di Montamartre a Parigi)
  • Le stazioni o le autostazioni: ricordatevi che da lì passano tutti prima o poi, in quei luoghi si vive la vita quotidiana, fatta di gente che lavora, di gente che si sposta. Io spesso scatto più foto lungo i binari di una stazione in un’ora che in una settimana di vacanza. Pensateci!

 

 

Fotografia di viaggio: linee guida per principianti

Negozio in Nepal

 

 La luce

La luce è lo strumento espressivo fondamentale per chi fotografa: andrete a cercarla (vedere la città che si sveglia), vorrai sfruttarla (primo mattino/tardo pomeriggio), vorrete giocarci (nebbia,nuvole).

Vi troverete a dover fare i conti con la vostra pigrizia perché i momenti migliori per fare le foto sono al mattino all’alba e dopo il tramonto; in questi orari potrete completamente sfruttare la luce naturale e ottenere delle bellissime foto con colori sono più saturi, contrasti più nitidi, ombre più morbide e lunghe.

Ecco perché è importante alzarsi all’alba per fotografare per esempio la questua dei monaci a Luang Prabang, i pescatori vietnamiti che rientrano in barca, l’alba sull’Himalaya.

Vita quotidiana, eventi e riti

La fotografia di viaggio consente di narrare per immagini la vita quotidiana degli abitanti.

Vi alzerete all’alba per vedere la città che si sveglia, correrete al mercato a fotografare le donne che contrattano e gli uomini che si bevono il primo caffè seduti accanto alla loro mercanzia.

Avrete la possibilità di mischiarvi totalmente alla gente, di capire la loro vita, vivendola accanto a loro.

Prima di partire controllate se nel tuo luogo di destinazione c’è qualche evento imperdibile (feste di paese, ricorrenze storiche, feste religiose) e documentatevi sui riti.

Ad esempio in Nepal ho partecipato al rito dei sacrifici alla Dea Kali e alle cremazioni a Pashupatinah; diciamo che è stato emotivamente difficile ma ho portato a casa delle immagini meravigliose e ho potuto capire meglio le loro usanze.

Fotografia di viaggio: linee guida per principianti

Dakshinkali: sacrifici alla dea Kali (il retro, dove si pulivano gli arnesi del mestiere)

 Entrate in contatto

Prima di fotografare una persona, documentatevi sempre. Esistono, infatti, alcune popolazioni che credono che la fotografia porti via la loro anima (nativi americani, alcune popolazioni dell’Etiopia, India, popoli Quechua, Marocco).

Ci sono poi popolazioni che, sfinite dal turismo di massa, non gradiscono essere fotografate durante i loro riti religiosi o altri ancora che chiedono denaro.

Qui non c’è una regola da seguire se non il buon senso.

Io personalmente mi comporto in due modi diversi:

  1. se devo fare un ritratto, chiedo sempre alla persona in questione l’autorizzazione a fotografarla;
  2. se devo fare una fotografia dove la persona non è in primo piano (che sia una foto di strada o una foto che documenta un momento di vita quotidiana) io scatto. Solitamente la persona vi vede in ogni caso e se non ha gradito essere fotografata ve lo dice (è capitato anche a me di essere rincorsa, ripresa e obbligata a cancellare la foto).

Sicuramente sono contraria a pagare per fare una foto.

Naturalmente ciò che conta è l’educazione e l’atteggiamento ninja – come lo chiamo io-; io cerco sempre di essere rispettosa, silenziosa, di muovermi lentamente e senza essere d’intralcio alle loro attività (ad esempio mi è capitato di fotografare una puja in un tempio in Nepal; me ne sono stata tranquilla e silenziosa, vagando lentamente e senza flash. C’erano turisti che passavano in mezzo alla cerimonia, noncuranti del disagio profondo che creavano).

Il consiglio che mi sento comunque di dare è: staccatevi dal gruppo, avventuratevi, cercate di conoscere le persone, entrate in contatto, sorridete e chiedete senza timore.

Io quando viaggio porto sempre con me delle bolle di sapone e dei palloncini per i bambini: è sempre stato utile perché i bambini si divertono (ne escono delle foto bellissime) e soprattutto dopo poco arrivano anche i genitori, gli zii, i cugini che iniziano a guardare la scena, ti sorridono e si siedono lì con te. A quel punto siete entrati in contatto, siete stati accettati e potete pensare di fare loro delle bellissime foto.

Io mi comporto sempre così e solitamente quando arrivo nei villaggi e si sparge la voce dell’esistenza di una fotografa, arrivano moltissime persone che mi chiedono loro di essere fotografati. Quante foto ho spedito per il mondo!

Fotografia di viaggio: linee guida per principianti

Prima di scattare questo ritratto sono entrata in contatto con questi due signori: è bastato salutarli nella loro lingua e sono stati loro a chiedermi di essere fotografati

 

Insomma la regola è chiara: non si può volere tutto e subito; la fotografia è entrare in contatto, non si possono accorciare le distanze senza prima meritarsi la stima del soggetto che vogliamo fotografare.

Fotografi da viaggio da imitare

Per migliorare la qualità delle vostre fotografie di viaggio, vi consiglio di guardare gli scatti di fotografi professionisti, di chi viaggia e fotografa per lavoro. Cercate tra tutti gli scatti quelli che più assomigliano al vostro ideale di fotografia di viaggio e domandatevi cosa vi colpisce di quelle foto:  i colori, i contrasti, la capacità immediata di narrare una storia? Adesso provate a replicarne lo stile e a miglioriarvi tutti i giorni sino a che non creerete il vostro.

Ecco i miei preferiti:

DAVID DU CHEMIN

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All rights reserved to David Du Chemin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

JUSTIN MOTT

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All rights reserved to Justin Mott

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LAUREN DE CICCA

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All rights reserved to Lauren De Cicca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A questo punto avete tutte le basi per iniziare a fare delle bellissime fotografie di viaggio; non vi resta che impugnare la macchina fotografica e via verso nuovi orizzonti.

 

 

 

 

 

 

 

 



18 Comments to Fotografia di viaggio: linee guida per principianti

  1. martina ha detto:

    Articolo molto interessante da cui sicuramente prenderò molti spunti per il mio prossimo viaggio. Complimenti per le bellissime foto!

  2. Letizia ha detto:

    Sei stata molto chiara ed esaustiva, io non vado molto forte con le foto anche se in realtà mi piace molto “fermare i ricordi”! Complimenti per il blog!

    • occhidaviaggio ha detto:

      Ti ringrazio Letizia (anche per i complimenti al blog). Io credo che nella fotografia sia molto stimolante vedere l’anima di colui/colei che scatta – al di là della tecnica fotografica -. A tal proposito mi piace sempre citare questa frase di Henri Cartier Bresson: “Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore”. Saper fermare i ricordi implica già un coinvolgimento emotivo, perciò sono certa che tu sei sulla buona strada per fare foto meravigliose.

  3. luigina ha detto:

    Ciao per me che sono un’appassionata di fotografia è un articolo molto carino. Io adoro Steve Mc Curry, la mostra che ho visto a Roma nel 2015 mi ha lasciato senza fiato. Ora devo solo riprendere in mano questa passione.

    • occhidaviaggio ha detto:

      Grazie Luigina, sono contenta che l’articolo ti sia piaciuto. Su Steve Mc Curry ci sarebbe da parlare per ore: alcuni lo amano, altri un pò meno. E’ comunque innegabile che ha portato alla ribalta la fotografia di viaggio, contribuendo a far conoscere questo genere anche ai “non addetti al lavoro”. Adesso però rimettiti in gioco con la fotografia, non abbandonare questa passione così bella. Aspetto di vedere un pò di tue foto in giro!

  4. Veramente degli ottimi consigli! Grazie mille!

  5. Viaggi del Milione ha detto:

    Davvero bello e interessante l’articolo.

  6. Lucialesley ha detto:

    Io sono molto molto molto dummy in fotografia! Sono una fotografa da smartophone…non odiarmi 😂! Non è vero ho anche una bridge, ma fa praticamente tutto lei! Mi piace tanto fotografare e anche fare un po’ di post produzione, senza snaturare la foto! Questo post ha tanti spunti interessanti…ne farò tesoro!

    • occhidaviaggio ha detto:

      Ah ah.. No, tranquilla, non ti odio; anche io faccio tante foto con lo smartphone e poi la fotografia è un’arte ed ognuno è artista a suo modo. Sono felice di averti dato qualche spunto; molto spesso basta una semplice suggestione data da qualcun altro per scatenare l’artista che c’è in noi. Grazie per essere passata di qua

  7. Questi consigli sono utilissimi: nella mia wishlist di amazon c’è già un obiettivo tuttofare e un po’ mi piange il cuore… costa troppo! Io sono tanto affezionata alle ottiche fisse, ma mi rendo conto che, sì, i ritratti e certi tipi di dettagli si possono fare, ma edifici o cose in lontananza assolutamente no
    Ti ringrazio tantissimo per questo post <3

    • occhidaviaggio ha detto:

      Grazie mille Francesca. Io ho passato una vita con le ottiche fisse e – ti dirò- mi sono servite tanto, sopratutto per mischiarmi alla gente, obbligandomi a imparare a chiedere il permesso per fare ritratti. Uso ancora ottiche fisse per la fotografia di strada ma per i viaggi ho detto basta; mi sono accorta che passavo più tempo a cambiare obiettivi che a fotografare. Non voglio fare pubblicità – indi non dirò qui la marca- però il mio obiettivo 55/200 l’ho pagato veramente poco, perciò se ti interessa scrivimi privatamente e sarò felice di darti qualche dritta. Un abbraccio e grazie ancora

  8. Flavia ha detto:

    Un bellissimo articolo Sara, complimenti!
    In effetti dovrei comprare anche io un obiettivo tuttofare…pensa che ho un 14 mm fisso, un 50 ed un 55-250. Che palle ogni volta cambiarli!
    Inoltre mi hai dato lo sprono per entrare in contatto con le persone, perche’ in effetti io ho tantissime difficolta’ nel fotografare la gente. Ho sempre paura che non sia di loro gradimento, ovunque mi trovi! E cosi’ il mio blog e le mie cartelle di fotografie sono piene zeppe di paesaggi, senza alcun essere umano 😀 Ma mi rendo conto che le foto alle espressioni, ai gesti, agli abiti fornirebbero un valore aggiunto! Quindi si, grazie per il consiglio, lo seguiro’!

    • occhidaviaggio ha detto:

      Flavia, grazie mille per i complimenti. Capisco perfettamente il tuo problema con i ritratti, anzi a breve farò proprio un articolo centrato proprio su questo limite, perciò non te lo perdere se ti interessa la questione.
      Ti dirò un segreto: quando ho iniziato a fotografare e mi dicevano “dai, buttati, non essere timida” mi saliva un nervoso!!! Io sono timida, mi dicevo, non posso essere diversa.
      E poi ho trovato il mio modo: prova a metterti nei panni del soggetto che viene fotografato, prova a pensare cosa faresti tu se un perfetto estraneo ti puntasse l’obiettivo addosso da metri di distanza. Io sinceramente preferirei che si avvicinasse e mi chiedesse il permesso – che poi è anche una soddisfazione sapere che qualcuno ti trova interessante dal punto di vista fotografico-.
      Se ti può essere d’aiuto, prova nella tua città, un ambiente neutro di cui conosci usi e costumi. Fai la turista a casa tua, mischiati tra la gente e cerca di coglierne le particolarità, vai al mercato e chiedi al fruttivendolo che conosci se puoi fargli una foto. E’ solo una questione di abitudine, fidati.
      E mi accomando, fammi sapere come va. Ti abbraccio. Sara

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