HomeIl Festival delle aquile reali: viaggio nelle tradizioni dei cacciatori nomadi kazakiIl Festival delle aquile reali: viaggio nelle tradizioni dei cacciatori nomadi kazaki

Il Festival delle aquile reali: viaggio nelle tradizioni dei cacciatori nomadi kazaki

Il Festival delle aquile reali: viaggio nelle tradizioni dei cacciatori nomadi kazaki

IL FESTIVAL DELLE AQUILE REALI: VIAGGIO NELLE TRADIZIONI DEI CACCIATORI NOMADI KAZAKI

Alla fine di settembre nella Mongolia occidentale si svolge uno dei più famosi eventi tradizionali del mondo: sto parlando del festival delle aquile reali della provincia di Bayan-Olgii, paese al confine con Russia, Cina e Kazakistan.

Protagonisti indiscussi dell’evento sono le popolazioni di cacciatori kazaki, provenienti dalle valli dei Monti Altai. Le montagne dell’Altai si estendono per oltre 600 chilometri tra laghi ghiacciati, steppe incontaminate, piccole colline e vette oltre i 4000 metri; questa è una zona molto remota (4-5 giorni di 4×4 da Ulaan Baatar) tra le più affascinanti della Mongolia.

Il Festival delle aquile reali: viaggio nelle tradizioni dei cacciatori nomadi kazaki

E’ in questa natura incontaminata che vivono i pastori nomadi kazaki; una minoranza etnica famosa non solo per il nomadismo di transumanza, ma soprattutto per le abilità di caccia con le aquile reali: sin da piccoli i kazaki imparano a salire in sella ai tipici cavalli mongoli (dalle zampe corte ma molto resistenti), a tirare con l’arco e ad addestrare aquile (solo le femmine, catturate nei nidi quando iniziano a volare, possono essere addestrate).

La caccia con le aquile è una tradizione antichissima per l’etnia kazaka: da ogni parte della regione i cacciatori kazaki arrivano sul campo di battaglia a galoppo, indossano abiti tradizionali (cappello rosso su abito scuro) e reggono l’aquila sul braccio avvolto da una spessa guaina di pelle.

Dopo la sfilata tra il pubblico per mostrare con orgoglio il proprio animale, i cacciatori raggiungono una collina e tolgono la benda all’animale, che finalmente può librarsi nell’aria e cercare la preda.

Una volta planata sulla preda, l’aquila non riporta il trofeo al padrone, bensì è il cacciatore che deve raggiungere l’animale nel minor tempo possibile per recuperare il bottino ed evitare inutili ferite al rapace.

Nel festival sono previste gare di abilità, gare di tiro con l’arco, gare di corsa sui cavalli (il cavaliere al galoppo deve prendere in velocità un nastro di stoffa lasciato a terra), gare di corsa sui cammelli, canti e balli tradizionali.

Il torneo termina con diversi premi: all’aquila più veloce, al miglior costume tradizionale e così via.

Il festival è un modo per conoscere questo popolo di pastori che, a differenza del resto della popolazione mongola, parla kazako, è di religione musulmana (Islamismo sunnita) e indossa vestiti e gioielli tradizionali.

Essendo ormai un festival di fama internazionale sono tantissime le agenzie che organizzano tour di 10 giorni (comprensive della visita al deserto dei Gobi); sicuramente è un viaggio abbastanza impegnativo (notti in yurta o campi tendati, voli interni, passaggi di 3/4 ore in 4×4 tra strade sconnesse della steppa) e soprattutto non molto economico.

L’idea che mi sono fatta è che anche questa bellissima festa tradizionale sta piano piano diventando un evento sin troppo turistico (ho letto dei reportage in cui raccontano che il numero di turisti con macchine fotografiche al collo superava di gran lunga quelli della popolazione mongola 😯 ).

Ad ogni modo io continuo a sognare di poter prima o poi cavalcare in mezzo alla steppa, dormire in una yurta, perdermi tra orizzonti infiniti e incontrare le minoranze etniche kazake.

I sogni sono sempre gratis  😛

Ah dimenticavo: se qualcuno riuscisse ad avere qualche giorno libero e volesse recarsi al festival, le giornate di gara vanno dal 30 settembre al 2 ottobre 2017 e se qualcuno volesse invitarmi, io ci vengo volentieri (faccio foto, mangio poco, sulla jeep mi stringo e non russo!!!!).


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© 2017: Occhi da viaggio, All Rights Reserved | Travel Theme by: D5 Creation | Powered by: WordPress
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: