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Cambiare vita

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Cambiare vita

Quante volte nella vita abbiamo pensato: “basta, io mollo tutto e ricomincio da capo“?

E quante scuse ci siamo raccontate per evitare di fare quel passo, quante volte ci siamo prese gioco di noi, proseguendo a recitare la storia di un personaggio che non ci appartiene?

L’ho fatto anche io per tantissimi anni, fino a che ho avuto la forza di prendere quella benedetta decisione, fare lo zaino, salire su un treno e ricominciare da ME in un altro posto

Ritratto di donna in tailleur con uno zaino e una scatola di scarpe.

1 luglio del 2009. Seduta sulle scomode poltrone fuori da un’aula del Tribunale di Milano, attendevo il mio turno.
Non ero imputata in nessun procedimento, stavo dall’altra parte in realtà: io ero l’avvocato che difendeva una signora che per ben 10 volte era passata con la sua autovettura nella Zona a Traffico Limitato nel centro di Milano.
Per sei mesi avevo aspettato quel giorno, la sentenza e la fine di tutto. Quella, infatti, sarebbe stata la mia ultima udienza e la mia ultima “recita” nella vita come avvocato.
A dire il vero, io quel lavoro non l’avevo mai amato, avevo sempre continuato quel cammino per un senso di dovere innato – e malato – ma la passione per me aveva un altro sapore.
Io la passione la sentivo ribollire nelle vene quando leggevo Terzani o Kapuscinski nei lunghi tragitti in metropolitana per andare a lavorare, quando una qualche suggestione mi spingeva a prenotare un volo dall’altra parte del mondo, quando tenevo tra le mani una macchina fotografica, quando mi ritrovavo a dover ricomporre pezzi di un taccuino pieno di appunti e farne un racconto di viaggio.
Quelli erano i soli momenti della mia vita in cui mi sentivo davvero me stessa, quando mi spogliavo degli abiti “in bianco e nero” dell’avvocato e potevo indossare quelli colorati della mia vita con uno zaino in spalla.
E quello stesso zaino che per anni mi aveva accompagnato alla scoperta del mondo durante le ferie, adesso mi attendeva sotto la mia scrivania, pronto come me a dire SI alla vita.
Vedere una donna in tailleur e tacchi alti camminare sulla banchina della stazione di Milano è una situazione abbastanza usuale: se però quella stessa donna ha sulle spalle un grosso zaino da montagna e una scatola di scarpe stretta al petto, il tutto diventa un pò surreale.
Le colleghe avevano riempito quella scatola di scarpe con piccoli ricordi del mio passaggio in quello studio: uno stralcio del mio primo precetto, alcune foto fatte insieme, bigliettini con scritti aneddoti divertenti, pagine del codice civile per ricordarmi che cosa stavo lasciando.

Treno Milano/Bologna – Solo andata

E poi il treno è partito e io ho lasciato per sempre la mia Milano; dal finestrino guardavo scorrere tutta la metropoli, ne riconoscevo i viali, le cime di qualche grattacielo famoso, qualche cortile di casa di ringhiera della parte sud della città e poi la campagna con quel tramonto rosso e la solita striscia di inquinamento.
Per tutto il viaggio non ho fatto altro che fissare il contenuto di quella scatola di scarpe che tenevo sulle gambe; ogni tanto ridevo, ogni tanto piangevo, mentre i due manager seduti in fronte a me mi guardavano perplessi.
Ed è così che sono scesa alla stazione di Bologna, con uno zaino che aveva girato un pezzo di mondo e una scatola di scarpe stretta al cuore.
La luce del tramonto estivo nella vecchia stazione di Bologna (ai tempi non esisteva ancora la nuova stazione dell’Alta velocità, grazie al cielo) è qualcosa che mi ha sempre riempito l’anima: arriva dal ponte di Via Matteotti, sbatte contro i palazzi colorati della Bolognina e incontra i fili metallici della linea elettrica, ricadendo forte sulle pietre della banchina.

Cambiare vita
La stazione è il primo luogo della città che mi ha accolto e per molti anni – quando sentivo un pò di vuoto e solitudine o mi chiedevo se avessi fatto la scelta giusta – io mi rifugiavo proprio lì: mi sedevo sulle panchine e guardavo i treni passare, vedevo la gente salire, scendere, abbracciarsi, baciarsi, piangere e riempivo la mia nostalgia con il calore di chi viaggia, di chi è in movimento.
Ero pronta per inziare la mia nuova vita.


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