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Albania on the road: consigli pratici

Albania on the road: consigli pratici

ALBANIA ON THE ROAD: CONSIGLI PRATICI

Sono appena tornata da un indimenticabile viaggio on the road in Albania di due settimane: l’itinerario da nord a sud, ha toccato i confini con Montenegro, Kosovo, Macedonia e Grecia.

Abbiamo percorso più di 1300 km chilometri con una macchina a noleggio, abbiamo cercato alloggi direttamente in loco e abbiamo fatto tantissimi errori (che hanno trasformato il nostro viaggio in un’avventura divertentissima e ci hanno fatto conoscere la “vera” anima del caloroso popolo albanese).

In questo articolo vorrei fornire dei consigli pratici a chi, come noi, ha intenzione di partire per un viaggio on the road in Albania.

L’Albania è un viaggio per cuori forti: da paesaggi bellissimi e incontaminati si passa a vedute oscene (distese di spazzatura, ecomostri costruiti a metà), da ricchezze esorbitanti (sposi in limousine) si passa alla povertà più assoluta (gente che vende stracci in strada, uomini che percorrono la statale con una carrozza trainata da asini, bambini che chiedono la carità ai semafori).

Il mio itinerario di due settimane è stato il seguente

Albania on the road: consigli pratici

Ma adesso, prima di raccontarvi la mia avventura – che preparerò prossimamente- voglio dare qualche consiglio pratico a chi sta per organizzare un viaggio in Albania.

Roaming e schede telefoniche albanesi

Appena arrivata all’aeroporto ho subito notato una moltitudine di cittadini albanesi -ormai residenti in Italia- recarsi in massa presso il negozio di telefonia; solo alla fine del viaggio ho capito il motivo.

Pur avendo richiesto l’adesione all’Unione Europea nel 2009, formalmente l’Albania non è ancora in Europa. Al momento, dunque, è esclusa anche dallo spazio economico europeo (indi c’è ancora il roaming).

E’ pur vero che ormai in quasi ogni locale c’è il wifi (solo in alcuni luoghi remoti non abbiamo trovato il wifi nemmeno in albergo) ma conviene acquistare direttamente con 5 euro una scheda telefonica con numero albanese, che consente di inviare messaggi, fare chiamate e navigare quasi illimitatamente. Io non l’ho fatta e facendo un paio di chiamate in Italia e alcune in Albania ho speso circa 50 euro di ricarica in 2 settimane (…..)

Perciò vi consiglio di comprarne una direttamente all’aeroporto.

La rete stradale in Albania

Prima di partire leggevo qua e là considerazioni sulle strade in Albania e di conseguenza sul tipo di auto da noleggiare.

Il mio consiglio, dopo aver visitato tutta la nazione da nord a sud con una Fiat 500 (peraltro già molto vissuta) – che ha iniziato a perdere pezzi al secondo giorno di viaggio sono a lasciarci a piedi il penultimo giorno – è questo: se volete viaggiare tranquilli, visitando anche il nord, prendete un 4×4.

Al nord alcune strade sono un disastro, spesso sterrate e senza un 4×4 molto potente non potrete raggiungere luoghi come Valbona o Theth (noi siamo riusciti a raggiungerle, accettando il passaggio di una coppia albanese – con la macchina giusta -).

E anche nel resto del Paese vi capiterà di dover percorrere delle strade sterrate con grosse pietre sporgenti, salite con lastricato romano antico (come passeggiare su un pavimento insaponato) e discese con buche profonde.

In Albania c’è una autostrada che da Tirana porta a Valona, passando per Durazzo e Fier.

Non esistono barriere d’ingresso (è gratuita) perciò capirete di essere in autostrada semplicemente perché la strada è un po’ migliore sia nel manto stradale sia nella circolazione.

Per il resto vi troverete a dover attraversare città, villaggi polverosi, piccole circonvallazioni di periferia e tante strade sterrate piene di buche non indicate (fate attenzione soprattutto di notte perché i lampioni non sono accesi e non si vedono quelle trappole micidiali).

Albania on the road: consigli pratici

Segnaletica e cartelli stradali

La segnaletica orizzontale non esiste: non troverete quasi mia scritto “stop” o il segno della precedenza agli incroci.

La segnaletica verticale esiste ma non viene quasi mai seguita; il che è un problema per quanto riguarda incroci, precedenze ma soprattutto il senso unico alternato (più di una volta ci siamo ritrovati a dover condividere il passaggio su un ponte con una famigliola albanese in gita, che non aveva rispettato l’obbligo).

I cartelli invece.. ah qui si apre un capitolo a parte. Se Tirana è indicata benissimo (così pure Durazzo, Valona e i confini con Kosovo, Grecia, Macedonia e Montenegro), scordatevi le indicazioni per il resto del Paese. Vi toccherà orientarvi. Anche le mappe servono il giusto perché alcune strade, indicate dalla mappa come fattibili, in realtà si inerpicano su per la montagna e terminano in strade sterrate impraticabili (se non con il famoso 4×4).

Dopo due settimane di strade percorse per ore nella direzione sbagliata, di maledette svolte a U, mi sento di darvi queste dritte:

  1. Se state percorrendo l’autostrada o strade statali, sappiate che raramente saranno indicate in anticipo le città che incontrerete sulla via;
  2. Fate sempre attenzione ai piccolissimi cartelli laterali sulle strade, a volte sono nascosti da alberi, arrugginiti dall’acqua e bruciati dal sole; si vedono solo all’ultimo da quanto sono minuscoli, hanno frecce piccolissime e vi intimano di svoltare seduta stante (non funziona come da noi, dove i cartelli preannunciano la svolta già con chilometri di anticipo);
  3. I nomi delle spiagge sono scritti sulle pensiline delle fermate degli autobus, così pure come i nomi di frazioni di paesi o villaggi.

Guidare in Albania: go with the flow

Dopo la discesa con il Katun a Mirabilandia in viaggio di nozze (ehm, si, ho fatto il viaggio di nozze a Mirabilandia, magari un giorno vi spiegherò il motivo) e dopo la lettura di “It” a 8 anni, credo che i primi chilometri percorsi alla guida in Albania entreranno per sempre a far parte dei miei traumi.

Per guidare in Albania occorre coraggio, pazienza, decisione e un pizzico di incoscienza; se non avete queste qualità, meglio far condurre l’auto dal marito, fidanzato, compagno, amico.

Gli albanesi alla guida sono terribili. Punto. Certo hanno una scusante (durante gli anni del comunismo era vietato possedere una autovettura e così gli albanesi hanno iniziato a guidare nel 1992, alla fine della dittatura. Dicono che quegli anni furono anni allucinanti sulle strade, ma vi immaginate un popolo di neopatentati in rotonda?) ma sono comunque terribili. Punto.

In Albania non esistono regole sulla strada, la segnaletica orizzontale e verticale è pressochè inesistente e il codice di comportamento alla guida si risolve in piccoli dettami:

  • Suonare costantemente il clacson (1 bip: “attento, ti sto sorpassando” – 1 biiiiiiiiiiiiiiiiiiip: “muoviti, scemo!!!!!);
  • Procedere vagando a destra e sinistra (vista dal dietro la loro auto ha la stessa leggiadria di una gondola nel Canal Grande, spinta da vento, onde e corrente;
  • Arrestare improvvisamente la gondola (auto) in mezzo alla strada (e quando dico “in mezzo alla strada” vuol dire “in mezzo alla strada”, ossia nel bel mezzo di una corsia in autostrada, al centro di un incrocio, davanti all’unica uscita di un cortile).
  • Parcheggiare la macchina in doppia, tripla, quarta fila, bloccando la circolazione del paese (e quando dico “bloccare la circolazione” vuol dire aspettare almeno 30 minuti prima che il proprietario dell’auto, dopo il caffè, la sigaretta e qualche acquisto per la casa, decida di ripartire);

Vi giuro che ho osservato le dinamiche albanesi in strada per capire cosa li spinge da un momento all’altro a mollare lì la macchina e scendere e ho capito questo: loro hanno una visione estremamente collettiva, si danno passaggi tra vicini di casa, tra compaesani, tra colleghi. E allora magari “mollano” il compaesano al km 25 dell’autostrada perché lui lavora lì vicino, e poi scaricano la nonna nella bottega del paesino e ne approfittano per farsi una chiacchiera al bar.

Per attraversare incroci o rotatorie occorre buttarsi nella mischia: ci si guarda, ci si avvicina lentamente e quando l’impatto sembra ormai imminente, ecco che uno dei due – con uno scatto- si aggiudica il passaggio. Io fino a Tirana sono rimasta attaccata al vetro del lato passeggero tipo polipo, cacciando urla ed improperi fino all’esaurimento.

Un ragazzo inglese conosciuto durante il viaggio ha degnamente coniato un termine per la guida in Albania: go with the flow. Mi è molta piaciuta questa definizione e gliela rubo. Grazie amico di cui non ricordo il nome.

Ad ogni modo vi rassicuro: al terzo giorno vi butterete nella mischia senza più paura, imparerete anche voi a parcheggiare in terza fila e ad abbandonare la macchina davanti ai cortili; è tutto normale, basta avvisare (“mi scusi, vado a farmi un caffè, lascio un attimo la macchina qui” – “ma certo, amica italiana, vai pure”, questa è sempre la risposta). Il problema sarà poi disabituarsi a questa “meravigliosa confusione” una volta a casa.

Lavazhi e gomisteri

Viaggiate tranquilli con la vostra auto e sappiate che essa sarà sempre coccolata e viziata dall’immenso amore che gli albanesi hanno per la cura dell’autovetture. Se si potesse scrivere un libro dal titolo: “Lo Zen e l’arte della manutenzione dell’autovettura” la trama si svolgerebbe nella terra delle Aquile. Ovunque troverete “Lavazhi” con persone disposte a lavarvi la macchina (compreso il motore e la parte sotto – i più solerti hanno fatto un piccolo scasso nel cemento per lavare la macchina da sottoterra) e “Gomisteri” ovvero gommisti.

I benzinai in Albania

Sempre sull’onda dello “Zen e l’arte della manutenzione dell’autovettura”, sappiate che i benzinai in Albania sono delle star.

Mentre da noi le pompe di benzina altro non sono che squallidi luoghi di passaggio, in Albania sono dei veri e propri luoghi per essere coccolati durante il viaggio: costruzioni pazzesche – potrebbero essere stati progettati da architetti di fama mondiale – con piccolo bar e ristorante annesso, con tanto di tavolini per passare il tempo e rinfrancarsi dal viaggio.

Quasi tutti hanno un menù con cucina casalinga, wifi gratuito senza password e benzinai simpatici ed accoglienti, che fungono anche da centro informazioni (quando vi perdete, andate sempre da loro: sanno tutte le strade e se non dovessero saperle, vi faranno attendere e chiameranno gli amici, l’imbianchino del locale accanto, lo zio, il cugino.. Insomma saranno la vostra salvezza).

I punti di informazione turistica

Sono indicati in ogni città ma non ne ho mai trovato uno aperto.

La scena più bella si è svolta a Scutari: sotto un sole cocente, disperata per non avere ancora capito la strada per arrivare a Valbona, arrivo al centro informazioni proprio dietro alla Moschea. Chiuso, nessun orario di apertura o chiusura. Sbircio dalla vetrina, cercando indizi per capire se l’assenza dell’impiegata è momentanea. Arriva un signore che da qualche minuto mi osserva e mi chiede se ho bisogno. Gli chiedo – lui non parla inglese, io non parlo albanese e quindi parto con i gesti dell’italiana all’estero – a che ora apre il punto informazioni. Lui mi guarda e risponde candidamente che non l’ha mai visto aperto. Bene. In compenso si offre di aiutarmi e così – sempre a gesti – capisco che devo raggiungere Koman e poi imbarcarmi e poi raggiungere Fierze e da lì salire in montagna.

Dietro di me una scia di turisti da tutto il mondo, con la mia stessa esigenza e lui – che si era fermato a fumare una sigaretta all’ombra di un platano – a fungere da punto informativo.

Consuetudini albanesi: il raki

Gli albanesi sono un popolo eccezionalmente ospitale e molto fiero della propria terra e delle proprie tradizioni.

Capirete che siete andati a genio a qualcuno quando, prendendovi sotto braccio, vi inviterà a fare una piccola sosta dal viaggio nella propria casa o nel proprio locale (bar, ristorante, benzinaio, lavazhi, gomisteri, ecc).

La massima espressione di accoglienza per l’albanese consiste nell’ offrire del raki (grappa locale fatta con l’uva) all’ospite. Attenzione perché – a meno che non siate una donna, nel qual caso ne siete esenti – dovrete assolutamente accettarla, berla tutta e mai in un solo sorso. Essa crea l’atmosfera: ci si siede, ci si racconta da dove si arriva (solitamente appena sentiranno che siete italiani, vi racconteranno che hanno tutti almeno un parente in Italia e che sono grati agli italiani per averli accolti nel 1992) e poi immancabilmente il padrone di casa si allontana e torna con un bottiglione e qualche bicchierino.

Inutile tentare di rifiutare per via del caldo o perché dovete ancora guidare tantissimi chilometri fino alla destinazione finale; rideranno e vi diranno che il raki l’ha fatto il loro padre e dovete assolutamente assaggiarlo.

Avendo noi sbagliato strada mille volte ed essendo risultati simpatici a tutte le persone che abbiamo incontrato per strada, abbiamo dovuto attendere ore prima di riprendere la guida e bere una quantità enorme di caffè (che in Albania sono come quelli italiani).

E mi raccomando: se un albanese dovesse invitarvi a cena, non portate mai del raki perché è maleducazione (come a dire: vi portiamo noi qualcosa perché quello che avete non è buono). Il raki lo offre sempre il padrone di casa.

Le spiagge in Albania

Le spiagge albanesi iniziano a Durazzo, passano per Valona, la costa di Himare e arrivano alla punta estrema del Paese con Saranda e Ksamil.

  • Durazzo: è una specie di Rimini albanese, con grattacieli in riva al mare. La spiaggia più bella si chiama Spille;
  • Valona: sul lungomare c’è una spiaggia lunghissima, molto più bellina di Durazzo. Ottima per fare un bagno veloce prima di riprendere il viaggio verso sud;
  • la costa di Himare è bellissima dal mio punto di vista. Il clima è il migliore che ho trovato in Albania (la sera serviva la felpa). Qui si trovano spiagge bellissime come Palase, Gjipe, Dhermi, Drymades, Jal, Livadhi, LLaman, Queparò, Borsch, Lukove, Bunec;
  • Saranda e Ksamil: la prima l’ho evitata come la peste, per via della mia idiosincrasia alle spiagge gremite e dopo aver visto una nave da crociera approdare quasi a riva. Con la seconda ho avuto un po’ più di clemenza, andandomi a cercare la spiaggia adatta. Ksamil ha varie spiagge piccolissime –con lettini e ombrelloni da noleggiare – ma piene di gente (praticamente quando sei sul lettino rischi di strusciarti sul braccio peloso del vicino). Il mare in compenso è bellissimo, di un azzurro che ho visto solo ai Caraibi. Se volete allontanarvi dalla calca, potete fare una piccola nuotata sino alle piccole isolette davanti a Ksamil (anche queste hanno lettini e ombrelloni) che sono un po’ più tranquille. Se non volete arrivarci a nuoto, potrete affittare canoa o pedalò. Nel periodo in cui sono stata io l’accesso di imbarcazioni nel tratto di mare in questione era inibito, a causa della morte di una ragazza, investita da una moto d’acqua. Io ho di gran lunga preferito altre due spiagge più selvagge (Pulebardha e Pasqyrat, la spiaggia degli specchi).
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La spiaggia di Gjipe

La cucina albanese

In Albania mangerete soprattutto insalate greche, carne di agnello, pesce, verdure ripiene di riso e byreku.

Questi sono comunque i consigli culinari generali che vi do:

  • Imparate a riconoscere nelle botteghe la scritta “Furre Buke”(pane al forno): troverete pane buonissimo (come vi ho già anticipato, se siete a Queparò, dovete assolutamente assaggiare il loro pane, chiedete proprio il pane di Queparò) e dolcetti secchi al forno;
  • Il Byrek lo troverete ovunque, da Tirana a Ksamil. Io sono impazzita per quelli kosovari (cambia la tecnica per stendere la pasta: in quelli kosovari la pasta viene lanciata in aria e con le mani la si apre – ho visto una donna farlo e ho capito che non riuscirò mai – mentre quello albanese viene steso con un mattarello sottilissimo). Mi hanno detto che la patria del Byrek sia Lezhe, solo che l’ho scoperto quando ero già al sud;
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Il byrek

  • Un ristoratore albanese mi ha consigliato di mangiare il pesce a Durazzo (qui viene pescato in alto mare ogni giorno) e di evitarlo al sud, in quanto proveniente soprattutto da coltivazioni. Se sia vero non lo so però ammetto che la scorpacciata di pesce più buona è stata nella sosta a Durazzo;

In Albania vedrete tantissime persone bere una bottiglietta dal contenuto color latte; non è latte ma è Kos (yogurt di capra salato). Se vi abituate al sapore, non potrete più farne a meno (oltretutto fa benissimo).

Il popolo albanese

Non c’è niente da fare, io mi sono innamorata follemente dell’Albani e della sua gent; sono di un’ospitalità disarmante, di una cordialità senza eguali, di una simpatia disarmante.

Come dicevo all’inzio, noi abbiamo viaggiato con una piccola mappa e senza navigatore e ci siamo persi sempre. Praticamente abbiamo passato più tempo a cercare la strada giusta che a rilassarci un poco (metafora della vita, chissà?). Ad ogni modo se così non fosse stato, non avremme potuto conoscere così bene questo popolo: abbiamo chiesto una mano a tutti e tutti hanno smesso di fare quel che stavano facendo per cercare di aiutarci.

Sei a mangiare al ristorante? Sappi che nel giro di mezz’ora farai amicizia con tutti quelli dei tavoli intorno: tutti vogliono sapere perchè hai scelto l’Albania, come ti trovi, cosa ti è piaciuto. E tutti ti daranno consigli su cosa visitare, prenderanno il telefono per cercarti una casa, vorranno offriti qualcosa da mangiare o da bere.

Diciamo che il viaggio in Albania è per menti aperte, con cuori grandi e con voglia di vivere esperienze molto “local”.

Siti per organizzare al meglio un viaggio on the road in Albania

Un possibile itinerario per due settimane in Albania

Se volete avere maggiori informazioni circa un possibile itinerario di due settimane a zonzo per l’Albania, leggete il mio articolo “Albania: organizzazione del viaggio e cosa vedere in due settimane”. 

Un ultimo consiglio

Leggete tutti i consigli per un viaggio in Albania ma poi partite con il cuore leggero, la mente libera e gli occhi da viaggio…..GO WITH THE FLOW

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4 Comments to Albania on the road: consigli pratici

  1. Selene ha detto:

    Bellissimo post! E consigli utilissimi! Ci siamo quasi… pochi giorni e saremo a Scutari, prima tappa albanese. Un po’ la storia della guida mi spaventa… ma “I will go with the flow”, o almeno ci provo 😉

    • occhidaviaggio ha detto:

      Go with the flow, Selene!!
      E ricorda l’ultimo consiglio: leggi tutti i consigli ma parti con la mente libera e il cuore aperto. L’Albania e gli albanesi sapranno ricompensarti.
      Tieni poi conto che io appena sono arrivata mi sono direttamente catapultata a Tirana e come sai in ogni città che si rispetti il traffico è quello che è. Vedrai che arrivando direttamente su Scutari non avrai problemi e sarai pronta ad affrontare gli incroci di Tirana come una guidatrice provetta.
      Grazie mille per il tuo commento positivo sul mio articolo, mi fa piacere che ti sia stato utile.
      E allora buon viaggio, ti seguirò nella tua avventura e mi raccomando salutami la meravigliosa Albania

  2. Marta ha detto:

    Bellissimo articolo: dettagliato, scorrevole e molto piacevole da leggere! 🙂
    Non ho mai preso in considerazione un viaggio in Albania, ma dopo aver letto della tua avventura devo dire che potrei seriamente pensarci!

    • occhidaviaggio ha detto:

      Marta, grazie mille per il commento positivo sull’articolo.
      Ti dico la verità: non avevo mai pensato all’Albania come destinazione per un viaggio, poi ho conosciuto un ragazzo albanese mentre ero in fila dal dottore, mi ha fatto vedere le foto di Ksamil e mi sono innamorata di quel mare.
      E poi è stata tutta una piacevole scoperta, un viaggio che consiglio di fare a tutti. Prossimamente preparerò altri articoli sull’Albania così potrete davvero capire di cosa parlo quando dico che è un posto magico.
      Grazie ancora per essere passata sul mio blog. Un abbraccio

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