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Albania: organizzare il viaggio e cosa vedere in due settimane

Albania: organizzare il viaggio e cosa vedere in due settimane

ALBANIA: ORGANIZZARE IL VIAGGIO E COSA VEDERE IN DUE SETTIMANE

Non hai mai pensato all’Albania come meta turistica, ma adesso la stai rivalutando? Bene, sappi che stai leggendo l’articolo giusto e che quando arriverai alla fine, correrai a prenotare un volo per Tirana.

Da quando sono tornata dall’Albania ho realizzato che di questo passo sarò costretta a cambiare il mio modo di rispondere al telefono; infatti se prima della partenza potevo rispondere con un semplice “pronto”, adesso mi sono resa conto che sarebbe più semplice alzare la cornetta e dire: “ufficio turistico dell’Albania in Italia, buongiorno”.

Vi assicuro che non pensavo di ricevere così tanti riscontri positivi: da settimane ormai ricevo quotidianamente chiamate, messaggi o email da persone (anche sconosciute sino a qualche secondo prima) che mi chiedono cosa vedere in Albania, cosa fare e quanto stare. La premessa è sempre la stessa: non avrebbero mai pensato di andare in vacanza in Albania ma leggendo il mio articolo sui consigli pratici per un viaggio on the road in Albania, vedendo i miei post sui social network e le mie foto, hanno deciso di esplorare la terra delle Aquile e di vivere le emozioni di cui ho parlato.

E quindi ho deciso di scrivere questo articolo per spiegarvi come organizzare il viaggio e cosa vedere in Albania in due settimane.

Siamo italiani e in quanto tale – mannaggia mannaggia – abbiamo – chi più, chi meno – due settimane di ferie; quindi questo itinerario è pensato per chi può permettersi 15 giorni di full immersion.

ORGANIZZARE IL VIAGGIO: COME ARRIVARE

A lungo ho vagliato le varie opportunità (via mare, via terra, via aerea) di raggiungere l’Albania e alla fine ho scelto l’opzione più economica: l’aereo.

Con un volo dall’Italia (1 ora – massimo 1 ora e ½) sarete a Tirana. Io ho viaggiato con Blue Panorama (volo a/r sui 100 euro a persona, prenotato un mese prima della partenza) e mi sono trovata benissimo (fate solo attenzione al peso e alle dimensioni del bagaglio a mano -che deve essere massimo 9 kg – almeno che non vogliate pagare un extra per imbarcarlo e ricordate che per l’Albania non è possibile fare il check in online).

L’opzione “nave” l’ho scartata in quanto troppo cara: tra autostrada/benzina per arrivare a Bari/Brindisi e viaggio in nave, il prezzo finale risultava di gran lunga superiore a quello del volo. Senza contare il fatto che così facendo avrei perso qualche giornata di viaggio.

COME SPOSTARSI UNA VOLTA ARRIVATI IN ALBANIA

Se avete più di due settimane di tempo a vostra disposizione, vi consiglio senza alcun dubbio di spostarvi per il Paese utilizzando autobus e/o furgon (minibus): viaggerete con la gente, in mezzo alla gente. Questa esperienza porta però con sé alcune note negative:

  • Gli orari degli autobus sono abbastanza limitativi, nel senso che ce ne sono pochi e tutti concentrati dalle ore 9 alle ore 17. Spostarsi dopo le 17 diventa quasi impossibile;
  • Gli autobus fanno dei tragitti diversi da quelli che potrete fare in auto ed evitano percorsi panoramici bellissimi (tipo il Passo di Llogara, che per me merita il viaggio in Albania);
  • Per i furgon non esiste una tabella con gli orari: dovrete chiedere e poi armarvi di santa pazienza ed aspettare a bordo strada.

Se avete a disposizione solo due settimane di vacanza, vi consiglio di noleggiare una macchina. Vedete voi come gestire la vostra ansia (perché il noleggio dell’auto secondo me è il quarto trauma dopo un lutto, il divorzio e il trasloco). Io- in quanto ansiosa e schifosamente pignola – ho deciso di noleggiarla prima di partire, perdendo giornate intere a leggere clausole microscopiche e riempiendo la scrivania di fogli di conti e preventivi.

Alla fine ho noleggiato la mia auto con Inoleggio e mi sono trovata benissimo (servizio di assistenza clienti perfetto), spendendo una cifra ragionevole; in realtà Inoleggio è terza intermediaria, la mia auto apparteneva alla Enterprise Rent a Car, che ha un ufficio in aeroporto di Tirana e del personale che parla italiano meglio di me (condizione essenziale per capirsi, chiedere informazioni e delucidazioni tra clausole e contratti).

Io ve li consiglio perché sono stati molto seri, professionali e zelanti, e lo dico a ragion veduta in quanto la mia auto il penultimo giorno di vacanza ci ha lasciati a piedi: abbiamo contattato l’assistenza alle 23, il giorno seguente alle 9 del mattino ci hanno portato un’auto nuova di zecca con il pieno e sono stati davvero cortesi. Altra nota positiva è che con questa compagnia è possibile espatriare anche negli Stati vicini (Montenegro, Kosovo, Macedonia e Grecia), cosa da non sottovalutare, essendo questi Stati davvero a portata di mano.

Albania: organizzare il viaggio e cosa vedere in due settimane

GIORNO 1: TIRANA

Un viaggio in Albania per me deve subito iniziare col botto: è quindi da Tirana che io vi invito a iniziare il viaggio, buttandovi immediatamente nel fermento balcanico.

Appena usciti dall’aeroporto scoprirete che gli albanesi alla guida sono spericolati e vi ritroverete per una buona ora in paranoia totale. Ripenserete che avete fatto bene a pagare un po’ di più – assicurando l’auto per tutto – e resterete incollati al vetro del lato passeggero, tipo polipo sullo scoglio. Vedrete macchine che vi tagliano la strada, vi verrà una sincope al primo incrocio che dovrete attraversare e, se soffrite di emicrania, sappiate che vi troverete a dover prendere un analgesico quanto prima, distrutti da clacson che suonano ogni secondo e dal tormento della radio che passa costantemente Toto Cutugno (si, purtroppo vi ritroverete a cantare “sono un italiano, un italiano vero” sulla circonvallazione di Tirana già dopo qualche ora).

Se siete riusciti a sopravvivere al trauma della guida e siete riusciti a parcheggiare l’auto nel parcheggio dell’albergo – a Tirana non c’è un cartello di una via manco a morire- allora vi consiglio di dimenticare di avere un’auto per le prossime ore. Uscite a piedi e godetevi la città.

Iniziate dal centro, visitando Piazza Skanderbeg, il Museo Nazionale di Storia e date un’occhiata alla Moschea Et’Hem Bey. E poi perdetevi nei parchi cittadini, passeggiate nei viali alberati di Dëshmorët e Kombit Boulevard.

Non perdetevi la visita a:

Vi consiglio poi di visitare il mercato di Tirana (Pazari i Ri) e di girare nelle vie intorno.

Il mercato ormai è una zona riqualificata, piena di bancarelle di frutta, verdura, miele e tabacco (sembrano dei polpettoni, soprattutto intorno all’ora di pranzo), di ristoranti alla moda e bar per fare quattro chiacchiere tra amici. Io però vi invito ad andare oltre e girare nelle vie intorno per conoscere la vera Tirana: quella fatta di botteghe minuscole che vendono pezzi per riparare biciclette, frigoriferi, bare e corone di fiori (…..), divani, polli e conigli.

Per mangiare a Tirana avrete l’imbarazzo della scelta: io ho sfruttato lo street food, mangiando byrek come se non ci fosse un domani.

GIORNO 2: KRUJA e SHKODRA

Kruja, cittadina arroccata sui Monti Maledetti, si trova ad un’ora di macchina dalla capitale. Parcheggiate la macchina vicino al castello e passeggiate tra le bancarelle del vecchio bazar (per me troppo commerciale) e visitate la vecchia teqe. La teqe è un edificio simile ad una moschea ma senza il minareto, tipico dell’islamismo dei bektashi (filone islamista diverso da quello tradizionale sunnita: per esempio il bektashismo consente il consumo di alcool e le donne vivono in una condizione di minore segregazione. Ha un approccio più mistico, ponendo enfasi sulla relazione spirituale con Allah, creata con la contemplazione mistica e la poesia).

Lasciate Kruja e riprendete quella strada polverosa sino a Shkodra, una delle città più antiche di Europa. A me il viale centrale di Shkodra – quello che congiunge la piazza con la moschea alla periferia- ha ricordato molto i vialetti esterni dei nostri outlet (piante in vasi giganti, localini trendy, edifici ristrutturati e negozi alla moda). A Shkodra potrete visitare la fortezza e scoprire la leggenda di Rozafa (donna che – immolatasi per il bene dell’umanità – si fece murare viva nel castello con fuori solo una gamba un braccio, un occhio ed una mammella, per poter cullare, vedere e allattare il proprio figlio).

GIORNO 3-4-5: LAGO DI KOMAN E FIERZE (I FIORDI ALBANESI)

Lasciate Shkodra all’alba per raggiungere Koman entro le 7.30: a quest’ora parte il traghetto che- attraversando i Fiordi Albanesi – vi porterà a Fierze.  Io vi consiglio vivamente di fare questa gita di due giorni ma se invece avete solo voglia di riposarvi un po’, vi consiglio di trovare alloggio in uno dei tanti eco camping sulle sponde del lago.

GIORNO 6: DURAZZO

Dopo che vi sarete ritemprati al lago di Koman, iniziate la vostra discesa verso sud, riprendendo la strada dell’andata e arrivate a Durazzo. La cittadina di Durazzo ricorda molto la nostra Rimini, per via degli edifici altissimi che orlano la spiaggia. Lasciate stare le spiagge intorno a Durazzo (forse l’unica che merita a Spille, per il resto la spiaggia è marrone e l’acqua non proprio invitante, ma stiamo parlando di una città portuale) e riposatevi solo dal lungo viaggio. Passeggiate per le vie del centro e godetevi il tramonto nella piazza della moschea: questa piazza è il luogo di ritrovo di uomini seduti sui gradini della moschea – in attesa del canto del muezzin – e di famiglie intere che si godono la brezza marina proveniente dal mare a qualche centinaia di metri. La luce del tramonto che picchia sulla moschea, rendendo il paesaggio completamente rosato, è il ricordo più bello che ho di Durazzo, oltre alla buonissima grigliata di pesce in un ristorante albanese sul lungomare (preciso “albanese” perché sul lungomare di Durazzo sembra di essere al centro commerciale per via della moltitudine di catene internazionali di ristorazione).

GIORNO 6-7-8: VALONA -HIMARE

Al mattino ripartite e fate una sosta a Valona, anche solo per vedere il nuovo lungomare – che gli abitanti odiano ma io trovo molto bello – e farvi un bagno nelle spiagge appena fuori dalla città, nella Penisola di Karaburun.

Lasciate poi Valona e iniziate a salire verso il Parco Nazionale di Llogara: salendo, tornante dopo tornante, scoprirete un paesaggio bellissimo, fatto di pini, Pisha Flamur (l’albero della bandiera: un albero dichiarato monumento nazionale a forma di bandiera nazionale), venditori di miele e allevatori con il gregge di pecore al seguito. Arrivati al Passo di Llogara (1027 m) la strada inizia a scendere: avrete abbandonato la costa adriatica e state per conoscere la meravigliosa costa ionica.

Raggiungete Himare e fermatevi qualche giorno per godervi il meritato riposo, vagando tra le spiagge di Palase, Dhermi, Drymades, Gjipe, Jal, Llaman, Livadhi, Borsch, Bunec, Lukova, Porto Palermo.

Quando sarete stanchi delle spiagge, potrete visitare i paesi interni di Himare, Queparò e Piqueras e perdervi a chiacchierare con simpatici ometti (la maggior parte di origine greca, come tanti in questi luoghi) sotto un noce nella piazza centrale.

GIORNI 9-10: KSMAIL

Da Himare ripartite verso il sud e raggiungete Ksamil: qui c’è poco da fare se non nuotare per raggiungere le tre isolette davanti alla cittadina e scoprire altre bellissime spiagge molto più selvagge di quelle del paese (la spiaggia degli Specchi e Pulebardha Beach).

Quando avrete consumato tutte le vostre energie, lasciate il mare e ripartite di prima mattina.

GIORNO 11: BUTRINTO- SIRI KALTER (occhio blu) – GJIROKASTER

Iniziate col visitare le antiche rovine di Butrinto (il teatro greco, il battistero paleocristiano, le terme) per raggiungere in tarda mattinata il Siri Kalter, ovvero l’Occhio Blu. Attraversate il ponte e parcheggiate le macchina al parcheggio a pagamento nei pressi del ristorante (dove dicono si mangi dell’ottima carne di agnello). L’occhio Blu è una bellissima pozza che passa dal color verde smeraldo all’azzurro intenso, completamente ghiacciata. Se riuscite, fatevi un tuffo prima di riprendere il vostro viaggio verso Gjirokaster.

Gjirokaster, chiamata anche città dei tetti d’argento (per via della colorazione argentata che assumono i tetti di ardesia nella giornata di pioggia). Lasciate la macchina nel parcheggio ai piedi del castello e inerpicatevi sulle ripide viuzze lastricate del paese, visitate le case d’epoca ed il castello.

GIORNO 12-13-14: TEPELENE -PERMET – BERAT

Il giorno seguente ripartite: fate una tappa nei dintorni di Tepelene, facendovi un bagno nel fiume o comprando un po’ di miele sulla strada e raggiungere Permet.

Permet è la capitale albanese dello Slow food perciò assaggiate i piatti tipici e non perdetevi il Gliko (dolce fatto con noci, miele, fichi e buccia d’anguria). La mattina presto andate a Benje, a una decina di minuti da Permet e rilassatevi nelle piscine naturali nel canyon del fiume. Queste piscine hanno un’acqua termale curativa per artrite, problemi allo stomaco e alla pelle. Se avete voglia, risalite il fiume fino alla strettissima gola ma fate attenzione perché il fondo è scivolosissimo (in alcuni momenti sembra di camminare sul sapone).

Riprendete poi il cammino verso Berat, la città delle mille finestre, inserita nel 2008 nell’elenco dei siti Patrimonio dell’Umanità. La sua posizione particolarmente suggestiva, tra fiumi e montagne, la rendono ancor più bella.

A Berat perdetevi nel labirinto di vie strettissime e scivolose (non scherzo: il lastricato romano è terribile, io ho avuto difficoltà a camminare sia con i sandali sia con le scarpe da ginnastica, in certi momenti ho camminato a piedi nudi) del Castello e di Mangalem (la città vecchia), visitate la Moschea e le chiese ortodosse e accettate gli inviti delle signore ad entrare in casa: vi offriranno caffè turco e marmellata di prugne, scambieranno qualche chiacchiera con voi e vi resteranno nel cuore.

Molti turisti inseriscono Berat per prima nell’itinerario, subito dopo Tirana. Io, invece, vi consiglio di visitarla per ultima perché quel che troverete qui (solo cose belle) difficilmente lo troverete in giro per l’Albania (dove troverete cose molto belle, ma anche cose bruttissime appena voltato l’angolo) Quindi vi consiglio di iniziare a conoscere ed apprezzare l’Albania partendo dal nord (che è indubbiamente più difficile ma molto autentico) per arrivare alla meravigliosa Berat con gli occhi gonfi di emozione, grati per quello che avete imparato di questo popolo e di questa terra.

GIORNO 15: VERSO TIRANA

Vi assicuro che sulla strada per Tirana, quando comincerete a vedere anche il meno bello dell’Albania (ecomostri, spazzatura, gente che vende conigli ai semafori, ecc) vi verrà da sorridere e vi chiederete come potrete fare a meno anche di quelle cose, che ormai sono entrate nel vostro cuore.


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